Geografia:La Val di Taro si trova in Emilia-Romagna, in provincia di Parma, e prende il nome dall'omonimo fiume che nasce dal monte Penna e confluisce, dopo 126 km, nel Po come affluente destro.
Confina a sud con la valle del Vara in Liguria e la val di Magra in Toscana; a ovest con la valle del Ceno e del Recchia; a est con la valle del torrente Baganza.
La valle è chiusa dai monti: Penna (1735), Zuccone (1423), Scassella (1228), Gottero (1640), Molinatico (1549); mette in comunicazione la provincia di Parma con la Liguria attraverso il passi del Bocco e del Centocroci, in Toscana si va per il passo della Bretello.
Luoghi di interesse: Nella parte più alta la vallata comprende località molto suggestive tra cui Santa Maria del Taro (Tornolo), a
pochi chilometri dal mar Ligure che si raggiunge attraverso il Passo del Bocco. Un po' più lontano dal Taro possiamo trovare Tarsogno, nota. insieme ad Albareto e Borgotaro per i suoi pregiati funghi. Ritornando sul corso del Taro troviamo il Castello dei Malaspina di Compiano, ubicato in una piana a sinistra del fiume. Della vicina Valceno non si può non citare il Castello di Bardi antica dimora dei Landi che dista pochi chilometri dall' Alta Val Taro e che è meta turistica di notevole interesse.
Compiano: piccolo borgo medioevale circondato per intero da poderose mura e sovrastato da un Castello completamente ristrutturato, appare come per incanto nella sua bellezza naturale e nel suo antico splendore a chi percorre la Strada Provinciale che da Borgo Val di Taro porta a Bedonia. Recentemente il borgo di Compiano è entrato a far parte del Club "I Borghi più Belli d’Italia".
All’interno del Castello di Compiano è collocata una prestigiosa struttura alberghiera con servizio di ristorazione. Il Castello fa parte dell’Associazione dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.
Di Compiano abbiamo notizie storiche certe del secolo XI, nei documenti appare già un borgo fortificato con giurisdizione sull’alta valle del Taro, ma l’analisi muraria del castello ci mostra la presenza di vestigia di epoca carolingia. Attorno al mille Compiano è dei Malaspina: quindi, nel XI sec., del Comune di Piacenza. Nella metà del XIII secolo, con Ubertino Landi, inizia il dominio della famiglia che durerà circa 425 anni, la più longeva Signoria d’Italia. All’inizio del 400 si affermò il predominio dei Visconti che relegarono in secondo piano i Landi nei loro territori. Il XVI e XVII sec., furono secoli di splendore sotto la Signoria dei Landi, Compiano battè propria moneta, ebbe scuole pubbliche e un monte di pietà. Alle soglie del 700 Compiano passò ai Farnese e da quel momento iniziò il declino del borgo. Sotto il
Ducato di Maria Luigia il castello diventò prigione di Stato dove vennero rinchiusi i carbonari dei moti del 1821. Durante la II guerra mondiale il paese riacquistò importanza e il 25 giugno 1944 Compiano divenne capitale del Territorio libero della Valtaro. Nel dopoguerra il collegio delle fanciulle insediato nel castello venne chiuso e il maniero fu acquistato dalla Marchesa Lina Raimondi Gambarotta che nel 1987, data della sua morte, lo lasciò al Comune.
Attualmente il castello è aperto al pubblico con visite guidate. All’interno risiede la collezione Raimondi Gambarotta, mobilio e oggetti dell’ex proprietaria ed un museo della massoneria realizzato a seguito della donazione di Flaminio Musa in collaborazione con il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani.
All’interno del borgo è visitabile "Il museo degli orsanti" girovaghi originari del luogo che nel 1800 e primi del novecento percorrevano le strade di tutta Europa guadagnandosi da vivere con spettacoli di piazza con scimmie e orsi ammaestrati.
L’iniziativa è curata dall’Associazione "Barbara Alpi" che cura da più di un decennio anche la manifestazione "Antiche botteghe" nei mesi di luglio ed agosto di ogni anno. Le antiche botteghe del borgo vengono in quella occasione riaperte ed ospitano artisti di grande prestigio provenienti da tutta Italia.
I funghi:l'alta Valle del Taro è famosa in tutto il mondo per il suo fungo; da anni infatti la ricchezza principale dei boschi appenninici
in Provincia di Parma, nello spartiacque tra l’Emilia, la Liguria e la Toscana, non è più la legna da ardere, peraltro ottima e ricercata in tutto il Nord Italia, ma sono piuttosto i prodotti del sottobosco.
In particolare i funghi porcini di Borgotaro sono conosciuti ovunque in quanto fin dalla fine dell’800, quando molti montanari furono costretti ad emigrare in America o in Inghilterra, esportarono e fecero conoscere questo prodotto unico, all’estero.
La pesca:
Per gli appassionati della pesca, il fiume Taro, che nasce sul Monte Penna a 1735 metri, offre, oltre all'incantevole paesaggio, un tratto di circa 4 km per la "pesca turistica" della pregiata trota "Fario". Occorre munirsi, oltre che della licenza di pesca dilettantistica anche di permesso giornaliero, in vendita presso i locali pubblici della zona.
Altri sport: a chi ama le vacanze in montagna per rigenerarsi l'Alta Valtaro presenta una miriade di attività sportive. Le possibilita sono le piu svariate: percorsi a piedi, perconsi in bicicletta, mountabike, parapendio, deltaplano, equitazione, pesca, caccia, ferrate. Esistono anche alcuni complessi sportivi che permettono di praticare, calcetto, pallavolo, nuoto, tennis.
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